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La storia di S. Andrea si presenta complessa in quanto l'attuale chiesa ha legami strettissimi con quella del SS. Salvatore che in antico sorgeva nello stesso luogo e, d'altra parte, si collega alla storia di un'antica chiesa di Barletta che di cui conserva il nome, S. Andrea "fuori le mura" appunto, costruita in un luogo diverso e andata distrutta, creduta per tradizione la più antica fondazione cristiana di Barletta. Certo è che quest'ultima ebbe una notevole importanza nella storia della città al punto che, per perpetuarne il ricordo, fu aggiunto il titolo di essa alla nuova sede dei Frati Minori Osservanti. Questi, all'epoca operanti nella chiesa di S. Andrea fuori le mura, in seguito alla distruzione della stessa (che avvenne nel 1528) si trasferirono, pochi anni dopo (1532), nella chiesa del SS. Salvatore, che prese perciò il nome di S. Andrea.

Molto contraddittorie sono le notizie degli storici riguardo alla chiesa si S. Andrea "fuori le mura"; quello su cui concordano è che preesiste al 1175, data di un documento nel quale è contenuto un lungo elenco di possessi del Monastero di S. Maria di Colonna in Trani fra i quali è inserita la chiesa di S.Andrea. Salvatore Santeramo suggerisce come periodo di fondazione l'epoca di S. Ruggero, fine sec. XI - inizi sec. XII, e ritiene che la chiesa sia stata governata da monache benedettine fino a quando, intorno al 1400, passò all'Osservanza Francescana.

Il documento più antico che attesti l'esistenza della chiesa del SS. Salvatore, primo nucleo dell'attuale chiesa di S. Andrea, risale all'anno 1162; tra le firme dei testimoni compare come ultima: "Maraldus Presbyter, Abbas Ecclesie Sancti Salvatoris". Il documento successivo, che riguarda la concessione, da parte dell’Arcivescovo di Trani, a tre probi sacerdoti di vivere secondo la regola di S. Agostino, risale al 1180; porta la firma, insieme con quella di diversi altri rettori di chiese di Barletta, di “Gregorius Sacerdos et Abbas Sancti Salvatoris”.

Numerosi documenti raccolti nel Codice Diplomatico Barlettano in contesti diversi, si tratti di testamenti, donazioni o vendite, di date posteriori al 1180, citano il nome della Chiesa del SS. Salvatore. Lo statuto civico del 1491, tra l’altro, parlando del divieto di esporre panche o altro su alcune vie, indica il percorso e recita: “unsque ad Ecclesiam Sacti Salvatoris in discensu Maris”.

Nel 1532 l’“Aedicula Sancti Salvatoris”, come veniva chiamato il primo nucleo dell’attuale S. Andrea, fu ceduta dai fratelli Jacobello e Jacolino, figli di Nicola Della Marra , ai Frati Minori Osservanti che avevano dovuto abbandonare la chiesa di S. Andrea fuori le mura in seguito alla distruzione di essa operata nel 1528 da Renzo da Ceri comandante di zona dei Francesi.

I lavori di costruzione della nuova chiesa si presume siano stati iniziati subito, quasi certamente con la partecipazione della popolazione e i contributi della famiglie nobili che vi stabilirono i loro sepolcri. La nuova chiesa fu consacrata il 30 maggio 1592 dall’Arcivescovo Nazareno Fra Girolamo Bilaqua col titolo di SS. Salvatore; ma già in una bolla di Gregorio XII del 19 gennaio 1578 la stessa chiesa viene denominata di S. Andrea, nome che sarà costante dal secolo XVII in poi.
Il convento si può supporre iniziato in uno con i lavori di ampliamento della chiesa: infatti il sepolcro della famiglia monastica porta la data del 1558. La chiesa fu interessata da notevoli lavori di ristrutturazione fra la metà del sec. XVII e gli inizi del sec. XVIII.

Il convento fu occupato dai francesi il 2 marzo 1799 ed i frati furono mandati in quello dei Cappuccini. In seguito alle soppressioni napoleoniche del 1809, l’edificio fu ceduto al comune con decreto del 28 aprile 1810; il 31 luglio 1811 veniva data disposizione che i frati si riunissero a quelli residenti nel convento di Andria. Chiudevano così definitivamente i battenti la scuola elementare e il fiorente studentato di Teologia e Filosofia ricco di un’importante biblioteca. Tra i padri più dotti vanno ricordati: in scienze sacre P. Bonaventura da Brindisi (+1628) e in storia P. Bonaventura da Fasano (+1663), entrambi ministri provinciali.

Sempre nel 1811 il comune prestò il convento ai Francesi che ne conservarono l’usufrutto fino al 1875. Una delibera consiliare del 22 settembre 1874 ci informa sulla vicenda della rivendicazione del convento da parte del comune che, riottenutolo, con delibera del 10 settembre 1876 ne decise la destinazione a carcere mandamentale e a caserma delle guardie di pubblica sicurezza.

L’antico refettorio e la cucina furono adibiti a sale da concerto. Attualmente è abbandonato e necessita di urgenti lavori di restauro.

La chiesa fu affidata alla Confraternita di S. Francesco da Paola che si era costituita il 16 marzo 1884; è stata eretta Parrocchia il 1° ottobre 1959. Fra le figure eminenti di quest’ultimo periodo ricordiamo: Mons. Salvatore Santeramo, rettore della chiesa dal 1907 al 1959, appassionato studioso della storia dell’arte e dell’arte cittadine e pastore amato dal popolo del quartiere di S. Maria; don Pasquale Marchisella, primo parroco dal 1959 al 1973, che profuse tutte le energie di uomo e di sacerdote nelle vicende pastorali della chiesa di S. Andrea; don Luigi Spadaro, parroco dal 1982 al 2006, che ha saputo infondere nei suoi parrocchiani l’amore alla bellezza della fede cristiana e delle sue espressioni artistiche.

Prof. Luigi Nunzio Dibenedetto